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NovitàMercati obbligazionari: scenario 2018

Scenari politici, cambiamenti regolamentari e azioni delle banche centrali sono elementi che negli ultimi anni stanno gradualmente prendendo il posto dei fondamentali nella determinazione dei prezzi degli asset. Si rende perciò sempre più necessario un nuovo approccio di valutazione degli attivi.

Il contesto di riferimento
Dalla crisi finanziaria in poi, le banche centrali hanno sviluppato metodi creativi per generare politiche espansive. Dai tassi d’interesse negativi all’allentamento quantitativo, la loro cifra comune è stata quella di alterare i parametri valutativi dei prezzi degli attivi, così da indurrre gli investitori a ribilanciare i propri portafogli puntando su asset a maggior rendimento, più rischiosi e più deteriorati.
Non si è, tuttavia, realizzato nel concreto il principale effetto desiderato ovvero quello di stimolare, attraverso i prezzi più elevati degli attivi, crescita e inflazione e ciò ha a sua volta costretto le banche centrali a perseguire queste politiche troppo a lungo.

Le conseguenze
Questo modo di agire delle banche centrali ha creato una distorsione nella determinazione dei prezzi degli attivi che sono gradualmente divenuti più reattivi alle decisioni delle banche centrali che ai fondamentali economici. Ciò ha inevitabilmente portato ad una perdita di efficacia nelle previsioni dei modelli di pricing tradizionali, basati sui fondamentali.
A complicare il quadro contribuisce il ruolo più ampio svolto dalla politica nel determinare la volatilità dei mercati: populismo, regolamentazione e deregolamentazione sono ormai variabili importanti dei mercati. Non si tratta necessariamente di nuovi fattori di rischio, ma ciò che è singolare è che essi producono ripercussioni immediate e sono oggi un’importante fonte di volatilità dei prezzi.
Come conseguenza diretta di ciò, i modelli finanziari tradizionali elaborati per tradurre i fondamentali economici in prezzi degli asset finanziari sono sempre meno in grado di gestire la complessità delle attuali strutture di mercato, dove politica, regolamentazione e interventi delle autorità ricoprono ormai un ruolo chiave nel determinare i prezzi degli attivi. Crediamo che nei mercati attuali vi sia più rumore di fondo che non segnali effettivi e che sia sempre più importante distinguere tra i due quando si prendono decisioni in materia di investimenti e di asset allocation. La strutturazione dei portafogli e una strategia d’investimento che attenui il rumore di fondo e si concentri sui segnali possono contribuire a individuare opportunità d’investimento in mercati che, diversamente, sarebbero preda della confusione.

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